Gorle (BG) – Come riporta il Corriere della Sera Bergamo, chiude Figli di Pietro Rodeschini, storica attività di ingrosso nell’ambito della ferramenta, dei casalinghi e dei giocattoli con sede a Gorle, in provincia di Bergamo. Lo scorso febbraio la società ha messo in liquidazione volontaria l’attività, proprio nell’anno in cui avrebbe compiuto 90 anni.
Era infatti il 1935 quando i fratelli Rodeschini aprivano la loro azienda, per portare avanti l’attività ambulante dei genitori, scomparsi prematuramente. E per 60 anni alla guida della società è stato Ivan Rodeschini, oggi 83enne, che ha portato l’azienda a diventare tra le prime cinque realtà nazionali nella distribuzione del giocattolo e ferramenta. Solo dieci anni fa, la Figli di Pietro Rodeschini registrava un fatturato di 30 milioni di euro, per un organico di 73 persone.
Tanti le soddisfazioni professionali raggiunte, dall’intuizione dell’import negli anni ’80, specialmente dei personaggi dei Puffi, fino all’approccio pionieristico alle vendite online, lavorando con colossi come Amazon.
Ma, nonostante il ricambio generazionale, l’evoluzione si è arrestata negli ultimi due anni. Nel 2023 è stato ceduto il ramo aziendale dei petroli, nato nel 1969 per il commercio di bombole e kerosene a marchio Agip e successivamente diventato fornitura di combustibile per il riscaldamento. Lato dipendenti, dai 18 dei primo trimestre 2024, si è arrivati agli zero di fine anno. Alla base della decisione di chiudere l’attività ci sarebbero motivi personali e familiari.