Burbank (Usa) – Il consiglio di amministrazione di Warner Bros Discovery ha stabilito che l’ultima proposta di acquisizione presentata da Paramount Skydance è più favorevole rispetto all’accordo già in essere con Netflix. L’offerta prevede infatti 31 dollari in contanti per azione, a cui si aggiunge un ulteriore incentivo economico che cresce nel tempo – pari a 0,25 dollari per azione a trimestre a partire dal 30 settembre 2026. – particolarmente vantaggioso nel caso i tempi di chiusura dell’accordo dovessero dilatarsi.
Non solo: Paramount si è offerta di pagare la penale da 7 miliardi di dollari, che verrebbe corrisposta se l’operazione non dovesse concludersi per ostacoli dovuti all’approvazione delle autorità competenti (leggi alla voce Antitrust). Inoltre, Paramount si fa anche carico della penale da versare a Netflix per lo scioglimento dell’attuale accordo di fusione.
Dopo aver formalizzato la propria valutazione, Warner Bros. Discovery ha notificato a Netflix che l’offerta rivale costituisce una ‘Company Superior Proposal’. Netflix avrebbe avuto quattro giorni per rilanciare con una proposta migliore, ma ha subito deciso di rinunciare.
“Al prezzo necessario per eguagliare l’ultima offerta di Paramount Skydance, l’accordo non è più finanziariamente attraente”, hanno dichiarato i co-ceo Ted Sarandos e Greg Peters. “Siamo convinti che saremmo stati custodi solidi dei marchi iconici di Warner Bros. e che la nostra operazione avrebbe rafforzato l’industria dell’intrattenimento, preservando e creando più posti di lavoro nella produzione negli Stati Uniti. Tuttavia, questa transazione è sempre stata un’opportunità ‘nice to have’ al giusto prezzo, non un’operazione ‘must have’ a qualsiasi costo”.
Lo scorso dicembre Netflix e Warner Bros. Discovery avevano annunciato di aver stipulato un accordo definitivo in base al quale Netflix avrebbe acquisito Warner Bros., inclusi i suoi studi cinematografici e televisivi, Hbo Max e Hbo. Di lì a breve era intervenuta con un’offerta ostile Paramount, che da tempo tentava l’acquisizione, e che si è vista respingere la proposta, seppur superiore a quella di Netflix. Ora la situazione si è ribaltata, e starà alle autorità competenti stabilire l’effettiva fattibilità dell’operazione.
