Milano – Paramount ha acquistato una pagina su alcuni dei principali quotidiani italiani (come Il Sole 24 Ore e Il Corriere della Sera) per pubblicare una lettera aperta, rivolta “alla comunità creativa italiana, agli appassionati di cinema e ai fan della televisione, all’industria nel suo complesso e a tutti coloro che hanno profondamente a cuore il futuro del cinema e delle arti”, e firmata dal presidente e amministratore delegato David Ellison.

Questo accorato appello si inserisce nel quadro dell’acquisizione di Warner Bros, il cui consiglio di amministrazione ha respinto più volte le offerte di Paramount, ritenute inadeguate e caratterizzate da rischi finanziari e strutturali. Il cda di Warner ha invece accettato la proposta di Netflix, inferiore a livello economico, ma che offrirebbe maggiori garanzie.

Nella lettera, Ellison evidenzia che, se Paramount riuscirà ad acquisire Warner Bros. Discovery, si assumerà degli impegni. Nello specifico:

  • un aumento della produzione creativa, pari a un minimo di 15 lungometraggi di qualità all’anno sia per Paramount che per Warner, per un totale di almeno 30 film annui a livello di gruppo
  • il sostegno a un ecosistema dinamico di gestione di diritti e licenze
  • la tutela di Hbo, che continuerà a operare come realtà indipendente
  • la tutela delle window cinematografiche: ogni film uscirà con una distribuzione completa nelle sale, con una finestra globale minima di 45 giorni prima di essere reso disponibile sulle piattaforme online a pagamento, con l’obiettivo di raggiungere anche i 60-90 giorni o più per massimizzare i titoli di maggior successo.

“Credo fermamente che l’unione tra Paramount e Warner Bros. Discovery rappresenti un’opportunità unica per costruire un vero punto di riferimento per la comunità creativa”, scrive Ellison. “Allo stesso tempo – e in netto contrasto con il percorso intrapreso da Netflix – questa operazione proposta mira a rafforzare la concorrenza creando un contendente più solido ed efficace rispetto alle piattaforme dominanti. […] Questo impegno guida il nostro progetto di acquisizione di Warner Bros. Discovery e confidiamo di poter contare sul vostro forte sostegno mentre lavoriamo instancabilmente per tutelare il futuro della narrazione audiovisiva”.

Ora la palla va agli azionisti, che entro il 20 febbraio dovranno prendere una decisione in merito. Che non sarà comunque quella definitiva, perché poi saranno le autorità antitrust statunitensi ed europee a stabilire se l’acquisizione limiterà in qualche modo le possibilità di scelta dei consumatori.