Bruxelles (Belgio) – La Commissione europea ha multato AliExpress per 550 milioni di euro per aver violato gli obblighi previsti dalla legge sui servizi digitali (Dsa) di valutare e mitigare diligentemente i rischi relativi alla vendita di prodotti illegali, non sicuri o contraffatti sulla sua piattaforma di commercio elettronico. La Commissione ha ordinato alla piattaforma di intervenire.
Secondo la Commissione europea, Aliexpress non ha valutato correttamente se disponesse di personale sufficiente per esaminare prodotti potenzialmente illegali, non prendendo realisticamente in considerazione la sproporzione tra il numero di moderatori umani e il loro carico di lavoro.
Inoltre, dai test effettuati dai servizi della Commissione è emerso che molti prodotti illegali sono stati raccomandati o pubblicizzati ai consumatori prima di essere effettivamente rimossi. I test effettuati hanno poi dimostrato che un elevato volume di prodotti illegali ha continuato a circolare, nonostante gli sforzi di moderazione di AliExpress.
Come se non bastasse, Aliexpress non ha applicato correttamente la sua politica di sanzioni per i commercianti che vendono prodotti illegali, consentendo loro di restare attivi sulla piattaforma nonostante le precedenti violazioni.
Esiste poi un altro problema: la pratica di classificare in modo erroneo i prodotti per aggirare i controlli e beneficiare di requisiti più flessibili, un escamotage che non ha potuto essere affrontato adeguatamente a causa proprio del personale insufficiente.
L’ammenda di 550 milioni di euro è stata calcolata tenendo conto della natura delle infrazioni, della loro gravità in termini di utenti dell’Ue interessati e della loro durata, che si è protratta almeno fino al giugno 2025, quando la Commissione ha emesso conclusioni preliminari nei confronti di AliExpress. Il mancato svolgimento di adeguate valutazioni dei rischi e l’attenuazione efficace dei rischi sistemici costituiscono violazioni particolarmente gravi della legge sui servizi digitali.
AliExpress ha ora tempo fino al 20 ottobre 2026 per presentare un piano d’azione alla Commissione. Il piano deve stabilire misure per porre rimedio alla violazione dei suoi obblighi di valutare e attenuare i rischi sistemici. Il comitato europeo per i servizi digitali disporrà di un mese dal ricevimento del piano per emettere il suo parere. La Commissione disporrà quindi di un ulteriore mese per adottare la decisione finale e fissare un termine ragionevole per l’attuazione.
