Tokyo (Giappone) – Hiroki Totoki, ceo di Sony, ha confermato che non è ancora possibile fissare una data per l’uscita di PlayStation 6. Se gli analisti del settore ipotizzavano il day one entro la fine del 2027, la complessa situazione del mercato dei semiconduttori – al momento destinati soprattutto ai sistemi di intelligenza artificiale – sta rendendo difficili gli approvvigionamenti per i produttori di hardware. Un problema, questo, che si sta ripercuotendo anche sull’attuale generazione di console: la Ps5, uscita nel 2020 a 499,99 euro, invece di diventare più economica ha visto il suo prezzo salire a 649,99 euro.

A tutto questo si aggiunge un ulteriore problema, relativo al funzionamento stesso di PlayStation 6. È al momento pressoché sicuro che la nuova console Sony non avrà più il lettore ottico, rendendo di fatto i giochi scaricabili solo online. Un aspetto che si scontra con la petizione Stop Destroying Videogames portata avanti quest’anno dall’Ice (Iniziativa cittadini europei) presso la Commissione europea. Spesso i videogiochi di ultima generazione si appoggiano ai server degli editori per poter funzionare. Gli editori possono interrompere il loro sostegno a questi server, rendendo i giochi parzialmente o interamente inutilizzabili. L’Ice ha pertanto invitato la Commissione a proporre una norma che garantisca ai giocatori di poter continuare a utilizzare i videogiochi anche dopo l’interruzione del sostegno commerciale.

Così per come è pensata, Ps6 presenta evidenti problemi nella conservazione dei videogiochi, e nella retrocompatibilità con i giochi del passato. In risposta all’obbligo del solo digitale e all’impennata dei prezzi dell’hardware, dal 23 al 30 agosto è stata organizzata una protesta, il ‘PsBlackout’, che invita i gamer a scollegare le proprie console e a non effettuare sessioni di gioco online né acquisti digitali.