Parigi – Ubisoft ha comunicato un profondo reset organizzativo, operativo e di portafoglio con l’obiettivo di recuperare leadership creativa e tornare a una crescita sostenibile in un mercato sempre più selettivo e competitivo. Il piano si articola su tre direttrici principali: un nuovo modello operativo, una profonda revisione della roadmap triennale e un’accelerazione delle iniziative di riduzione dei costi.

Al centro della riorganizzazione c’è un nuovo assetto basato su cinque Creative Houses, unità integrate che uniranno sviluppo e publishing, ciascuna focalizzata su specifici generi e brand e dotata di piena responsabilità creativa e finanziaria. La CH1 (Vantage Studios) sarà focalizzata sulla scalabilità dei franchise principali, come Assassin’s Creed, Far Cry e Rainbow Six; la CH2 presidierà gli sparatutto competitivi e cooperativi, tra cui The Division, Ghost Recon e Splinter Cell; la CH3 gestirà un portafoglio selezionato di esperienze live come For Honor, The Crew e Brawlhalla; la CH4 sarà dedicata a mondi fantasy e universi narrativi, includendo Anno, Prince of Persia e Rayman; mentre la CH5 si concentrerà sui giochi casual e family, con brand come Just Dance, Hungry Shark e Uno. Sono inoltre in sviluppo quattro nuove Ip, tra cui March of Giants. Il modello, che entrerà in funzione da aprile, punta a rendere l’organizzazione più agile e vicina alle aspettative dei giocatori, concentrando competenze e decisioni dove si crea valore.

Parallelamente, Ubisoft ha rivisto il proprio portafoglio contenuti: sei progetti in sviluppo sono stati cancellati – tra cui il remake di Prince of Persia: The Sands of Time – mentre altri sette titoli potranno contare su un maggior tempo dedicato allo sviluppo, per innalzare gli standard qualitativi.

Il reset prevede inoltre un’accelerazione del piano di riduzione dei costi, che porterà a circa 500 milioni di euro di risparmi strutturali rispetto al FY2022-23, attraverso ristrutturazioni, chiusure selettive di studi e maggiore disciplina negli investimenti. Le decisioni avranno un impatto negativo sui risultati di breve periodo, con una revisione della guidance attesa per maggio 2026, ma sono ritenute dal management necessarie per rafforzare le basi industriali del Gruppo nel lungo termine.