Bruxelles (Belgio) – La Commissione europea ha inflitto una sanzione da 200 milioni di euro a Temu per violazioni del Digital Services Act (Dsa), contestando alla piattaforma cinese di e-commerce di non aver identificato e mitigato in modo adeguato i rischi legati alla vendita di prodotti illegali o non conformi all’interno dell’Unione europea.

Tra le categorie finite sotto la lente di Bruxelles figurano prodotti elettronici, gioielli e soprattutto giocattoli, ritenuti particolarmente critici per la sicurezza dei consumatori. Secondo la Commissione, Temu avrebbe sottovalutato la probabilità che gli utenti europei acquistassero articoli non conformi agli standard comunitari, basando la propria valutazione del rischio su dati generici relativi all’intero settore dell’e-commerce anziché su informazioni specifiche riguardanti la piattaforma.

L’indagine, avviata formalmente nell’ottobre 2024, ha incluso un’operazione di mystery shopping realizzata da un organismo indipendente. I test hanno evidenziato livelli elevati di non conformità: numerosi caricabatterie non hanno superato i requisiti minimi di sicurezza, mentre molti giocattoli presentavano rischi di gravità medio-alta, sia per la presenza di sostanze chimiche oltre i limiti consentiti sia per il pericolo di soffocamento dovuto a componenti staccabili.

Secondo Bruxelles, la società non avrebbe inoltre valutato adeguatamente il ruolo degli algoritmi di raccomandazione e dei programmi di affiliazione con influencer nella diffusione di prodotti potenzialmente pericolosi. Le conclusioni dell’inchiesta sono state supportate anche dai dati raccolti dalle autorità doganali e dagli organismi di vigilanza del mercato europei, che hanno rilevato tassi particolarmente elevati di irregolarità.

La sanzione è stata determinata tenendo conto della gravità e della durata delle violazioni contestate, oltre che dell’ampia platea coinvolta, stimata in circa 130 milioni di utenti nell’Unione europea.

Temu avrà tempo fino al 28 agosto 2026 per presentare un piano di adeguamento alla Commissione europea. Successivamente il Comitato europeo per i servizi digitali e la stessa Commissione valuteranno le misure proposte e i tempi di attuazione. Eventuali ulteriori inadempienze potrebbero comportare nuove sanzioni.