Bruxelles (Belgio) – 180 aziende del settore toy attive nell’Unione europea hanno scritto alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen chiedendo di colmare una lacuna nelle attuali norme sulla sicurezza dei prodotti venduti online.
La richiesta riguarda il futuro European Product Act e, in particolare, l’introduzione dell’obbligo che ogni giocattolo venduto a un consumatore europeo abbia un operatore economico identificabile all’interno dell’Ue, responsabile della conformità del prodotto alla normativa. In assenza di tale soggetto, secondo i firmatari la responsabilità dovrebbe ricadere sulla piattaforma online che facilita la vendita.
Alla base dell’iniziativa ci sono anche i risultati dell’ultima indagine di mystery shopping condotta da Toy Industries of Europe: il 96% dei giocattoli acquistati da venditori terzi sui principali marketplace è risultato non conforme alle regole Ue, mentre l’86% è stato giudicato non sicuro.
Le aziende sottolineano inoltre il tema della concorrenza: i produttori europei sostengono costi e investimenti per rispettare requisiti sempre più stringenti, mentre alcuni operatori extra-Ue possono vendere senza essere sottoposti alle stesse responsabilità.
Secondo Catherine Van Reeth, direttore generale di Toy Industries of Europe, il punto centrale è garantire che un giocattolo acquistato online offra lo stesso livello di sicurezza di uno comprato in negozio. “È particolarmente significativo che a prendere posizione siano le aziende stesse – grandi marchi, Pmi e imprese a conduzione familiare – che già ogni giorno investono per conformarsi alle normative europee”, ha dichiarato Van Reeth. “L’Europa dispone di norme rigorose in materia di sicurezza dei prodotti: il Regolamento europeo sui prodotti rappresenta un’opportunità per garantire che tali regole rimangano efficaci e applicabili, di pari passo con la continua evoluzione delle modalità con cui i prodotti raggiungono i consumatori”.
