Londra (Uk) – La sicurezza dei giocattoli e la concorrenza delle piattaforme internazionali tornano al centro del dibattito nel Regno Unito. La Toy Retailers Association (Tra) ha infatti sostenuto l’appello lanciato da Andrew Murphy Obe, ceo di Teal Group e The Entertainer, che attraverso una lettera aperta pubblicata dal Times chiede al governo di accelerare la chiusura della cosiddetta ‘de minimis loophole’, l’esenzione doganale applicata alle importazioni di valore inferiore a 135 sterline.

Secondo Geoff Sheffield, presidente della Tra, la diffusione di prodotti non conformi provenienti dall’estero rappresenta una minaccia sia per la sicurezza dei consumatori sia per la competitività dei retailer britannici. I giocattoli che non rispettano gli standard di sicurezza, oltre a mettere a rischio i bambini, finiscono infatti per penalizzare le aziende che investono in conformità normativa, controlli e fiscalità.

La presa di posizione arriva mentre cresce la preoccupazione per il ruolo dei marketplace online. La British Toy and Hobby Association (Btha) ha recentemente evidenziato come il 90% dei giocattoli acquistati attraverso alcuni canali digitali e sottoposti a test non abbia superato i requisiti previsti dalla normativa britannica. Un dato che ha spinto l’associazione a chiedere regole più stringenti per le piattaforme di vendita online.

Al centro della discussione c’è il regime fiscale che consente ai venditori esteri di spedire nel Regno Unito pacchi di valore inferiore a 135 sterline senza pagare dazi all’importazione. Una condizione che, secondo i retailer, crea una forte disparità competitiva rispetto agli operatori locali, chiamati invece a sostenere immediatamente costi legati a Iva, dazi e conformità.

Murphy ha definito “inaccettabile” l’ipotesi di rinviare al 2029 l’abolizione della soglia, sottolineando come Stati Uniti e Unione Europea abbiano già avviato interventi per limitare l’ingresso di prodotti non sicuri. Il timore del settore è che il Regno Unito possa trasformarsi in una destinazione privilegiata per merci che troveranno maggiori ostacoli negli altri mercati occidentali, con ulteriori ripercussioni sul retail fisico e sulla tenuta delle high street britanniche.