Cogliate (MB) – Sono in stato di agitazione i dipendenti di Giochi Preziosi, di cui si è parlato negli ultimi mesi per l’imminente piano di ristrutturazione, anche grazie al possibile ingresso del colosso cinese Superhisen in veste di azionista di maggioranza.

Purtroppo, la situazione incerta di questo periodo ha avuto delle conseguenze pesanti sulla rete retail, “composta da circa 30 punti vendita distribuiti sul territorio nazionale, molti dei quali già chiusi, in fase di chiusura o interessati da trattative per la cessione, come sottolineano i sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, che hanno proclamato la mobilitazione dopo l’ultimo incontro con l’azienda. “Un quadro che continua a mutare, alimentando forti incertezze occupazionali e rendendo indispensabile un confronto trasparente, informazioni certe e un vero piano industriale per il futuro del Gruppo”, precisano le associazioni sindacali.

La vertenza coinvolge complessivamente circa 320 lavoratrici e lavoratori delle sedi, delle strutture centrali e dei punti vendita riconducibili alle diverse società del Gruppo: Giochi Preziosi S.p.A., Giochi Preziosi Italia, Giochi Preziosi Store, GPH S.r.l., Startrade S.r.l., Giocheria S.r.l. e Grandi Giochi S.r.l.

Secondo quanto riportato, l’ultimo aggiornamento trasmesso dall’azienda mostra un cronoprogramma in continua evoluzione, con rinvii di alcune chiusure, anticipazioni di altre e trattative ancora aperte per possibili cessioni di rami d’azienda. “Le verifiche territoriali, tuttavia, confermano un quadro informativo ancora non pienamente lineare, in particolare rispetto alle tempistiche di chiusura e all’evoluzione delle singole situazioni locali”, evidenziano i sindacati. “Una vertenza di questa portata non può essere gestita attraverso comunicazioni parziali, discontinue o differenziate a seconda dei territori. Le lavoratrici e i lavoratori hanno diritto a informazioni certe e a garanzie concrete”.

Le organizzazioni sindacali evidenziano inoltre la necessità di un chiarimento complessivo sulle prospettive industriali del Gruppo, anche alla luce delle informazioni emerse nelle ultime settimane in merito a possibili accordi con soggetti terzi, che dovranno definire un piano industriale credibile e accompagnarsi a impegni verificabili sulla salvaguardia occupazionale. “Non è accettabile che il rafforzamento delle prospettive industriali proceda parallelamente alla progressiva dismissione della rete retail senza adeguate garanzie per le lavoratrici e i lavoratori coinvolti. […] La vicenda Giochi Preziosi richiama ancora una volta il tema della tutela del patrimonio industriale e commerciale del Paese, con marchi storici italiani oggetto di operazioni che non possono prescindere dalla salvaguardia dell’occupazione, della continuità produttiva e del valore costruito in decenni di lavoro”.

In vista del prossimo incontro presso il Mimit, previsto per il 9 luglio, le organizzazioni sindacali chiedono che il tavolo prosegua su basi certe, aggiornate, verificabili e non frammentate, con un confronto di merito sul piano industriale, sul ruolo dei nuovi partner industriali, e sulle prospettive occupazionali del Gruppo che non dovranno essere manchevoli di necessarie e concrete garanzie per le lavoratrici e i lavoratori.