Bruxelles (Belgio) – Dal 1° novembre entreranno in vigore nuove regole europee per l’e-commerce, nell’ambito della revisione del quadro doganale dell’Unione. Il provvedimento punta a rafforzare i controlli sulle importazioni e a contrastare gli effetti dell’ultra fast-fashion, introducendo nuove responsabilità e sanzioni per gli operatori che non rispettano gli obblighi doganali.
Le piattaforme online che spediscono negli Stati membri saranno considerate a tutti gli effetti importatori delle merci e dovranno quindi occuparsi direttamente delle formalità doganali e del pagamento dei dazi. In caso di non conformità, potranno essere applicate sanzioni fino al 6% del valore annuo delle merci importate nell’anno precedente, oltre alla perdita di alcuni privilegi doganali e a possibili restrizioni operative.
Il nuovo intervento si inserisce in un quadro già modificato nei mesi scorsi. Dal 1° luglio è infatti in vigore una tassa di 3 euro sui piccoli pacchi, misura che secondo quanto riportato ha già prodotto effetti significativi sui flussi di importazione: nei primi due mesi, gli arrivi dalla Cina sarebbero diminuiti del 30%-40%, con ripercussioni rilevanti per piattaforme come Shein, Temu e AliExpress.
Resta ancora da definire, invece, l’importo della nuova tassa di gestione sulle spedizioni, che sarà distinta dall’intervento sulle importazioni di valore inferiore a 150 euro. Il costo non dovrebbe ricadere direttamente sul consumatore finale, ma sugli operatori dell’e-commerce.
Il nuovo sistema sarà inoltre supportato da una futura agenzia doganale europea con sede a Lille, prevista operativa dal 2027, che analizzerà i dati sulle importazioni e le esportazioni attraverso un hub digitale comune. Per gli operatori certificati ‘Trust and Check’ saranno invece previste procedure semplificate, con l’obiettivo di premiare le imprese considerate più affidabili e trasparenti.
