Milano – Con l’avvio della stagione estiva, AssoParchi – l’associazione nazionale di categoria che rappresenta i parchi divertimento, tematici, acquatici e faunistici e le attrazioni esperienziali – torna a chiedere al Governo una riduzione dell’Iva sui biglietti d’ingresso. Il riferimento è una recente decisione della Gran Bretagna di abbassare l’imposta al 5% per parchi, zoo, musei e attrazioni turistiche.

Secondo l’associazione, la leva fiscale potrebbe favorire l’accessibilità dell’offerta, sostenere i consumi delle famiglie e incentivare l’occupazione stagionale in un comparto che continua a fare i conti con l’aumento dei costi energetici e l’inflazione.

“Le imprese hanno continuato a investire nonostante l’aumento dei costi energetici, la spinta inflazionistica e un quadro regolatorio che non sempre favorisce la crescita”, afferma Luciano Pareschi (nella foto), presidente di AssoParchi. Per i parchi tematici, i primi mesi dell’anno risultano sostanzialmente in linea con il 2025, mentre per il comparto acquatico le aspettative restano positive, sostenute anche dalla crescente propensione delle famiglie a scegliere destinazioni di prossimità.

“La scelta britannica dimostra che la leva fiscale può essere utilizzata in modo concreto per sostenere l’offerta turistica, culturale e ricreativa”, conferma Maurizio Crisanti, direttore di AssoParchi. “Ridurre l’Iva significa creare le condizioni perché le famiglie possano uscire di più e generare maggiore domanda, con benefici per imprese e territori”.

Secondo AssoParchi, le aziende del settore in questi anni hanno continuato a investire in qualità dell’esperienza, servizi, sicurezza e accessibilità, puntando sempre più su aree relax, ambientazioni immersive e spazi dedicati alle famiglie. Il settore conta oggi oltre 400 strutture tra parchi tematici, acquatici, faunistici e avventura, genera più di 350 milioni di euro di fatturato dalla sola vendita dei biglietti e registra oltre 21 milioni di visitatori l’anno. L’indotto complessivo è stimato in circa 8 miliardi di euro e sostiene 60mila posti di lavoro.